Perché si chiama White Project?

Perché il white project si chiama a questo modo?

All’ideatore, l’Esiliato, durante la gestazione del concept, capitò di restare profondamente impressionato da due concetti che aveva sentito dire dal suo maestro spirituale Igor Sibaldi.

E fu come se dall’unione di un seme maschile e di uno femminile fosse stata generata questa formula magica.

Mezza ispirata a concetti di cabala (white).

L’altra mezza a concetti di angelologia (project).

White(bianco)

Esso trae spunto da un paio di ispirazioni riferite da Igor Sibaldi:

  1. Nel suo libro “Il mondo dei desideri” a pagina 102, e nel libro “Vocabolario”, a pagina 26, spiega come l’albero della vita, quello che lui troverebbe meglio tradotto come il ramificarsi delle vite, è contenuto in una mappa che comprende anche lo spazio bianco al fondo della pagina su cui è raffigurato. Esso non è rappresentato solo dalle 10 sephiroth e dai 12  canali di collegamento tra le sephiroth. La parte più importante semmai è lo sfondo bianco della pagina in cui l’albero della vita viene rappresentato. I cabalisti  a quello sfondo che tutto contiene danno il nome di Ain Soph, che Igor Sibaldi traduce dall’ ebraico così “il senza limite, senza contorno”, e lo definisce come l’Uno-Infinito,
  2. da un’arguta osservazione pronunciata nel suo “master”/video-corso “Antropologia degli dei” edita da Tlon, invece fa una buffa osservazione che suona provocatoria: “l’errore” dei cabalisti è quello di iniziare a studiare la Genesi a partire dal titolo e dalle prime parole del testo, invece di iniziare, come avrebbero dovuto, dallo spazio bianco con cui inizia la pagina.

L’altra mezza a concetti di angelologia (project).

Dallo spunto alla pratica

L’Esiliato, affezionatissimo allievo del Rav Igor, pur comprendendo l’intento umoristico di questa analisi (punto 2), ne ha colto anche la portata profetica.

Osservare qualcosa di apparentemente privo di informazioni, gli ricordava il comportamento dello sciamano Tzinacan, che racconto di Borges, che studiava il messaggio divino cercando di decifrarlo dalla macchie disposte sulla pelliccia di un giaguaro, suo compagno di prigionia… fino a riuscirci!

Perché non tentare a mia volta?

Dopo tutto, un cabalista storcerà il naso, Igor Sibaldi stesso sarà contrariato se il suo allievo ha rifiutato di studiare il linguaggio sacro dell’alfabeto ebraico.

Ma se l’Ispiratore del testo sacro avesse voluto riservare l’accesso ai suoi messaggi più segreti soltanto a qualcuno, sarebbe stato discriminatorio! Se i segreti inerenti il senso della vita e le motivazioni per dare il via alla Creazione, fossero esclusiva dei soli studiosi della Cabala, tutti coloro che non conoscono questa disciplina mistica sarebbero stati in condizione di assoluta inferiorità rispetto ai cabalisti. Eppure non risulta che lo sciamano Tzinacan sapesse l’ebraico, né molti mistici e metafisici.

La Cabala è una materia tutt’altro che semplice da imparare, già  non ho mai capito nemmeno come diamine si scriva, figurarsi imparare a conoscere l’ebraico antico a menadito. Che è solamente un pre-requisito e niente di più.

Invece i caratteri delle prime righe della sacra scrittura, quelli invisibili, le prime “righe bianche”, sono comprensibili a chiunque sia disposto ad aprire la propria mente e sono percepibili da chiunque, anche da un cieco oppure da un analfabeta. E a un’indagine sufficientemente scrupolosa è possibile scoprire che in esse tutto quanto viene rivelato.

Come l’Autore della Creazione non ha inteso discriminare ciechi e analfabeti, così l’ideatore del WP non vuole assolutamente discriminare i gruppi etnici non caucasici (e come lui tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del progetto, salvo rarissime eccezioni). Tutto il progetto semmai è dedicato allo spirito di non discriminare nnessuna forma di diversità.

Prova ne sia la presenza di rappresentanti di queste etnie, tra le fila dei Dodici (episodi WP 1×03, WP 1x04a, WP 1×05) e dei discepoli. Avesse inteso essere un omaggio alla razza caucasica oltre tutto lo avremmo titolato diversamente, tipo pink-orange project.

“Project”(progetto)

Fondamentalmente è un termine generico è sufficientemente poco preciso da poterci far stare dentro quel qualcosa che non si sa bene cosa sia.

Il termine deriva dal latino proiectum, participio passato del verbo proicere, letteralmente traducibile con gettare avanti, o proiettare. Rende bene l’idea di qualcosa fatta gettando il cuore oltre l’ostacolo, all’epoca in cui non si sapeva ancora bene dove la ‘ricerca pura’, attraverso cui il progetto andava avviato, sarebbe andata a parare.

Secondo Sibaldi l’angelo quando si presenta porta dei problemi da risolvere, o dei progetti da compiere.

E infatti problemi e progetti hanno la stessa radice etimologica. Facci caso, chi non ha nessun problema, secondo te se la passa DAVVERO molto bene?

Gli angeli spesso sono simbolizzati da bambini proprio perché (teoria mia questa), simboleggiano un futuro pieno di progettualità e… pure di tanti problemi.

Progetti & Problemi

E come vedrete l’incarico poggiato sulle spalle dell’Esiliato era a sua volta parecchio problematico, non che manchino dei precedenti illustri:

  • Zaccaria prima di lui, restò ammutolito dalla stranezza dell’annuncio a lui dato (partorire un figlio in terza età, assieme ad una moglie in menopausa),
  • Giona, che era talmente restio ad accettare la missione, da dover subire una strategia di convincimento abbastanza radicale, tre giorni di isolamento nella pancia di un pesce, a seguito di un naufragio,
  • e poi c’è l’esempio illustre ma poco analizzato al di fuori del racconto natalizio: Maria di Nazareth. Perché non è abbastanza sottolineato quale fosse il suo stupore per l’annuncio, ma ricordiamoci che questa era una giovanissima donna, analfabeta. Pensa a come si figurava la prima reazione del futuro marito Giuseppe, avvisato di una gravidanza divina dalla futura moglie vergine (l’angelo infatti gli è apparso in sogno, MA DOPO, e senza averlo promesso a Maria!)

Ma che ci vuoi fare se un angelo chiede il tuo aiuto per sistemare una faccenda piuttosto grave (si è scoperto, nel frattempo, che si tratta dell’estinzione umana, giusto per dire).

Che fai abbandoni l’angelo al suo destino? Beh sarà pure un problema, sarà pure un progetto per nulla facile. Ma se rinunciassi non sarei un profeta minore, sarei un uomo minore.

E tu se hai capito quello che ho cercato di spiegarti, aiutami a crescerlo assieme, il white project, figlio delle Prime Dominazioni, diventerà l’angelo custode dei WPnauti, e chissà, dell’umanità