Meglio una vita da scarabeo stercorario, o partecipare all’esperimento 2 del wp?

Lo scarabeo stercorario è un insetto che ci rivela molte sorprese, ed ha una presenza significativa nei miti egizi, nelle commedie greche e persino nella letteratura moderna.

Racconta Aristofane nella commedia ‘La Pace’, durante la guerra del Peloponneso, il viticultore Trigeo, esausto per le tribolazioni patite, vola verso l’Olimpo a cavallo di uno scarabeo stercorario. Incontrerà le divinità olimpiche, cui domanda che venga liberata la Pace, ossia la dea Eirene. Che permetta la cessazione delle ostilità tra Atene e Sparta.

Lo ‘Scarabeus sacer’ è probabilmente la specie più nota di stercorario; questo insetto era venerato nell’Antico Egitto, e viene sovente raffigurato nell’arte egizia.

Lo scarabeo era infatti collegato a Khepri, il dio del Sole nascente, che si supponeva creasse il Sole ogni giorno in modo analogo a quello con cui lo scarabeo crea la pallottola di sterco.

Ma le indagini mistiche del gruppo di studio di volontari WPnauti, denominato “Gregor Samsa” (il protagonista de “la metamorfosi di Kafka”, che si sveglia un mattino scarabeo – probabilmente stercorario: nel testo, una cameriera chiama Samsa in questo modo), hanno riportato connessioni differenti.

scarabeo

stercorario

Il patheon di divinità minori egizie dello scarabeo stercorario

Più che al dio del Sole Nascente, secondo le risultanze del gruppo di ricerca GS, lo stercorario era collegato al meno noto gruppetto di divinità minori, quali:
– Iat: dea del latte (lo s.s. infatti si orienta con la luce della Via lattea);
– Ba-Pef: dio malevolo associato con il dolore e l’angoscia spirituale;
– Bat, Hesat: dee vacche;
– Mehetueret: vacca sacra;
– Sebeg: Personificazione del pianeta Mercurio (che somiglia a una pallina di sterco cosmica);
– Shai: Personificazione del destino;
– Sopedet: Deificazione della stella Sirio;
– Tatenen: Personificazione del primo tumulo di terra emerso dal caos primordiale;
Gli è invece avverso Nefertum, il dio del profumo.

divinità

creazione con scarabeo stercorarioegizie

Lo scarabeo stercorario in natura

Trascorre la sua esistenza alla ricerca di feci, di cui va ghiotto, di cui nutrirsi ma anche da appallottolare, che poi spingerà con grande fatica all’indietro, ma senza avere la visuale coperta dalla pallina di escrementi gigante. Lo aiuta a procedere lungo percorsi rettilinei, la luce della Via lattea nel firmamento, unico insetto a saperla utilizzare per orientarsi.

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Sebbene i suoi occhi siano troppo deboli per distinguere le singole costellazioni – spiega la ricercatrice Marie Dacke della Lund University, in Svezia – lo scarabeo stercorario utilizza il grado di luce presente nell’oscurità generato dalla Via Lattea per assicurarsi di muoversi nella direzione giusta.

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Lo fa compiendo una danza sopra la pallottola, durante la quale localizza i punti di luce di riferimento della via lattea. E’ il suo unico momento trasgressivo poiché è un lavoratore attivo tutto l’anno, con un unico scopo nella vita, garantire il sostentamento della famiglia. Affinché anche i suoi piccoli possano, in età adulta, fare la sua stessa vita di M.
Fonte

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lattea

Se la tua vita assomigliasse un pò troppo a quella dello scarabeo stercorario…

…e te ne facessi motivo cruccio, considera i seguenti punti:

1) Mescolata all’argilla, la cacca è usata dall’antichità come materiale edile per capanne e abitazioni. Dopo il terremoto del 2001, in India, alcune Ong hanno ricostruito il villaggio di Gandi No Gao usando lo sterco di vacca e di asino come materia grezza per mattoni, malta e intonaco.

2) La M. può essere usata come benzina
ad esempio la utilizza come carburante il bus a biometano che va dalla città di Bath all’aeroporto di Bristol. Un pieno di gas equivale alla cacca prodotta da cinque persone in un anno ed è sufficiente per fare 190 chilometri, inquinando meno rispetto al diesel.

3) La M. è un ottimo argomento di discussione e per fare nuove amicizie!
Lo sostiene Massimo Torrigiani, coordinatore del comitato scientifico del PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea). “La merda rompe gli schemi della formalità e trasforma ogni discorso in una situazione carnevalesca, regalando all’oratore un grande potere”.

4) È un antico rimedio farmaceutico.
Il trattato “Naturalis historia” di Plinio insegna che lo sterco di vitello impastato a mano con l’olio e la gomma era consigliato per eliminare i segni rossi e le macchie della pelle, la cenere di escrementi curava angine, tonsilliti e abbassamenti dell’ugola e lo sterco di capra era un antidoto contro le punture di scorpione.

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Se questi punti non fossero per te una buona consolazione, considera di prendere parte all’esperimento 2 del WP

Il nome originario è ‘esperimento per l’erezione del muro di scudi alchemico attorno all’Esiliato’, ma abbiamo ritenuto di sintetizare un pò il titolo.

L’esperimento 2 prevede di assegnare compiti, ma anche attribuire premi, ai WPnauti che parteciperanno volontariamente.

Nell’attesa, puoi fare questo piccolo esercizio di comunicazione con insetti.

Immagina di poter parlare per pochi secondi con uno scarabeo stercoriario triste.

Triste per aver perso la battaglia con un altro s.s. che gli ha fregato la sua bella pallina di M.

Per te una pallina di sterco è soltanto una pallina di sterco, ma per lo scarabeo stercorario… è la sua vita.

Se però potesse uscire dal proprio cervello per qualche secondo, e comprendere ciò che gli comunicasse un umano, se quell’umano fossi tu, cosa gli diresti?

scarabeo stercorario

2 Comments

  1. Gentile stercorario,
    anni fa, su COLLINETTE di sabbia e arbusti vicino al mare ti ho visto mentre trascinava la tua pallina di m. A un tratto arrivò una femmina di STERCORARIO e tu non sapevi più che fare: seguire lei o la pallina di M? Vinse il dovere, povero STERCORARIO e la bella se ne andò!.

  2. Salve, forse ti sei reso conto che ultimamente la gente mangia solo schifezze, in effetti, il cibo non è PIÙ considerato importante come un tempo, si mangia per riempire un vuoto e soddisfare desideri compulsivi, un po come facciamo con le nostre anime…COME dici? COS’È un anima? È un po come l’odore della tua pallina, non si vede, ma c’è, e si fa sentire, anche quando non ti piace quello che senti…si si, OGNI uno ha l’anima che si merita….

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