La rivelazione di Lisa Randall

Ad alcuni wpnauti è capitato di nascere per errore.

Oppure essere concepiti al posto di qualcun’altro che era desiderato e però non si è presentato (magari un figlio di sesso opposto al tuo, o magari il figlio ideale che non sei).
Magari non te lo hanno mai detto, hai ascoltato quando se lo dicevano tra loro, oppure lo hai capito, perché a lungo andare si può intuire questa cosa, a meno che i genitori siano molto più gravi come genitori che come programmatori di nascite.
Però potrebbe farti piacere sapere che in realtà tutti quanti siamo ospiti di un universo che esiste per una specie di errore.
 
Gli universi perfetti, quelli in cui il numero di particelle di materia è identico a quelle di antimateria, si annichiliscono pochi istanti dopo il concepimento, un pò come il figlio perfetto abortito prima della tua nascita…
 
Il nostro universo infatti esiste ancora grazie ad una imperfezione iniziale: esistevano solo 999.999 particelle di antimateria per ogni milionata di particelle di materia, ed è così che ancora oggi, una dozzina di miliardi di anni dopo, miliardo più miliardo meno, tu ed io oggi siamo qui.
 

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E però magari tu dirai: “vabbé ma io sono proprio stato ritrovato in un cassonetto però”.

Allora ho una piacevole consolazione che però è meglio che tutti gli altri wpnauti NON leggano, perché per gli altri non sarebbe una scoperta altrettanto piacevole. A loro rivolgiamo l’invito a NON procedere oltre nella lettura, ok?
 
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Ehmmmm, ho detto, a ‘NON procedere oltre nella lettura’ o sbaglio?
 
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In realtà tutti quanti ci troviamo in un universo-cassonetto!

Esistono 4 forze che determinano il corso degli eventi nel nostro universo:
  1. la forza di gravità,
  2. l’interazione elettromagnetica,
  3. quella nucleare debole,
  4. quella nucleare forte (forte… come il nostro Diego).
Gli scienziati però si sono accorti che una di queste era più debole rispetto alle altre tre.
Indovina quale?
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Sbagliato!
Era la forza di gravità.
Non si capiva perché fosse più debole delle altre e si supponeva che una parte andasse dispersa in universi paralleli, però i conti non tornavano.
Tuttavia Lisa Randall, una fisica teorica munita della tipica cocciutaggine e curiosità femminili, arrivò alla soluzione: non è che la forza di gravità vada dispersa in altri universi, essa si formerebbe in un altro universo (quello al lembo opposto dell’undicesima dimensione) e poi andrebbe dispersa parzialmente nel nostro.
Cioè tu esisti in un universo parallelo che funziona come cassonetto della raccolta differenziata della forza di gravità.

2 Commenti

  1. Usare colore più marcatio su smartphon non si legge

  2. bello che dire anche io ho sempre pensato cose simili ho scritto un libro tempo fa non pubblicato che s piegava in modo goffo questi argomenti ma che con il tempo sono maturati dentro di me

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